PRP in medicina estetica


PRP è una sigla che sta per Plasma Ricco di Piastrine. E' noto che le piastrine sono parte attiva nei meccanismi che regolano la coagulazione, ma rivestono anche un ruolo fondamentale come stimolanti della rigenerazione naturale dei tessuti biologici. Quindo una soluzione particolarmente ricca di piastrine è un potente rigeneratore.

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Differenza tra PRP e cellule staminali?

Il PRP e prodotto da un semplice prelievo del sangue, mentre le cellule  staminali si trovano in vari tessuti specifici, ad esempio il grasso, da cui devono essere estratte.

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Il PRP è fluido (semplificando siero ricco di piastrine) ed iniettabile in ogni distretto mentre le cellule staminali  utilizzate in medicina estetica vengono ricavate dal tessuto adiposo mediante una tecnica denominata lipofilling, successivamente vengono iniettate solo in alcuni distretti del corpo che necessitano di un aumento volumetrico .

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Le due metodiche sono integrabili a seconda della situazione di partenza. Il trapianto di cellule staminali si effettua una massimo due volte in un anno (di solito bastano già per ottenere un risultato soddisfacente e stabile) mentre il PRP, che agisce come stimolante e rigenerante, deve essere effettuato con cadenza mensile o bimestrale a seconda dei casi per un certo tempo.

In definitiva il trapianto di cellule staminali deve essere seguito da diverse stimolazioni rigenerative tramite l'iniezioni di PRP.

In quali casi si utilizza il Prp in medicina estetica?

In medicina estetica si usa per contrastare l'invecchiamento cutaneo: il derma trattato con microiniezioni di PRP si arricchisce di elementi tipici del tessuto giovanile perché il PRP stimola e riattiva le cellule che compongono il derma stesso. In breve tempo si assiste al miglioramento/ringiovanimento dell'aspetto cutaneo della cute del viso, del collo e delle mani.

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Un altro campo di applicazione del PRP è nella terapia precoce della calvizie, agendo sulle cellule staminali e germinali delle unità follicolari, irrobustisce ed infoltisce i capelli, risvegliando le cellule quiescenti e rafforzando quelle precocemente senescenti.

Questa tecnica si basa sul principio secondo il quale le cellule staminali presenti nel bulbo del capello sono dotate di ricettori che promuovono la crescita del capello stesso. Poiché il sangue contiene molte piastrine ricchissime dì fattori di crescita che hanno la funzione di auto-riparare il corpo in generale, viene utilizzato il sangue stesso del paziente, opportunamente lavorato in un laboratorio specifico ed autorizzato, per ottenere un composto ricco di piastrine che sia in grado di stimolare ì bulbi piliferi ancora presenti, ma dormienti o sofferenti, a produrre di nuovo i capelli.

In pratica di cosa si tratta?

Si effettua un piccolo prelievo di sangue che subito dopo viene trattato in laboratorio in forma assolutamente sterile mediante due centrifugazioni successive per ottenere produrre una soluzione liquida (siero) con un'alta concentrazione di piastrine. 

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Tale soluzione ricca di piastrine viene rapidamente iniettata nel derma delle zone interessate dal diradamento di capelli o nei distretti cutanei del viso/collo/decoltè e mani interessate da processi di invecchiamento. ’ "

Controindicazioni o rischi

Non vi sono assolutamente rischi di rigetto o allergie in quanto il PRP proviene dalla centrifugazione del sangue del paziente stesso. 

In quanto tempo si ottengono buoni risultati?

Il Ciclo terapeutico varia a seconda dello stato in cui si trova la persona, essendo una stimolazione qli effetti sono legati al ciclo biologico del tessuto bersaglio. In media 10-12 mesi.

Da cosa dipende la calvizie?

Nell'uomo la calvizie non dipende da un eccesso di ormoni, come comunemente si crede, ma da una maggiore sensibilità del capello agli effetti di questi ormoni. Infatti vengono colpiti solo 1 bulbi predisposti. La conseguenza dell azione negativa della trasformazione di questi ormoni è un capello sempre più sottile e debole, con tendenza alla caduta.

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Vi è poi la predisposizione genetica: una forte ereditarietà determina la maggiore sensibilità agli ormoni maschili e quindi può provocare fenomeni di calvizie grave già in età giovanile. I geni della calvizie si ereditano da entrambi i genitori, ma dati recenti indicano che il patrimonio più “dannoso” si riceverebbe da parte materna. Una certa jj responsabilità, infine, è da attribuirsi ad un regime di alimentazione non corretto, allo stress, al fumo, a particolari malattie o all'assunzione di alcuni farmaci..

E veramente la nuova frontiera della Medicina Estetica?

La risposta a questa domanda è impegnativa, ma tutto fa propendere per il si: infatti è una metodica sicura, efficace razionale e non invasiva. Inoltre agisce nel senso di promuovere l'autoguarigione: quindi ci sono tutti gli elementi per definirla la terapia estetica del nuovo millennio.