MASTOPLASTICA ADDITIVA


La mastoplastica additiva è uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti. Il motivo principale per cui viene effettuato è per migliorare l'aspetto del seno, aumentarne le dimensioni ed eventualmente correggerne la forma ed eventualmente l'asimmetria.

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Per aumentare e modellare il seno si inseriscono delle protesi che possono essere collocate in una tasca anatomica ricavata sotto la ghiandola mammaria (Mastoplastica additiva retroghiandolare) o sotto il muscolo grande pettorale (mastoplastica additiva sottomuscolare) o in parte sotto il muscolo grande pettorale ed in parte sotto la ghiandola mammaria ( Mastoplastica additiva dual plain). La scelta tra queste tre possibilità viene effettuata a seconda della situazione di partenza dell'inestetismo.

Nel corso della visita preliminare vengono valutate e scelte il tipo ed il calibro delle protesi assieme al loro posizionamento. Quindi vengono richieste le analisi emato-chimiche ed un ECG.

Le protesi mammarie  che vengono inserite nel corso di una mastoplastica additiva, in teoria, possono essere di vario genere; le più utilizzate ed affidabili sono in gel di silicone racchiuso da un involucro di poliuretano cribrato. Questa tipologia di protesi è utilizzato in tutto il mondo da decenni per cui la sicurezza è ampiamente comprovata.
Ne esistono di varie forme: le rotonde tendono a conferire un effetto di maggiore riempimento in corrispondenza dei poli superiori della mammella, le altre sono a goccia e mimano un effetto più anatomico e naturale per la mammella. La superficie esterna della protesi testurizzate è rugosa.

Le protesi mammarie vengono inserite attraverso piccole incisioni, di 3 o 4 cm, che possono essere effettuate nel solco sottomammario (via di accesso oggi in disuso), in corrispondenza dell'areola o dell'ascella. Ognuna di queste vie di accesso può dimostrarsi valida e trova precise indicazioni che di volta in volta vengono valutate e decise assieme alla paziente.

L'intervento viene effettuato sempre in anestesia generale.

L'intervento dura all'incirca un'ora.

Alla fine dell'intervento viene applicato un reggiseno contenitivo che dovrà essere indossato dalla paziente per almeno 15 giorni.

Al momento della dimissione, che avviene solitamente dopo alcune ore dalla fine dell'intervento operatorio, viene rilasciata, assieme alle certificazioni delle protesi, una ricetta medica con la prescrizione di un antidolorifico (non sempre necessario) ed un antibiotico (obbligatorio).

I punti di sutura possono essere rimossi dopo 7 – 10 giorni.

L'esposizione al sole potrà avvenire solo dopo che eventuali lividi saranno scomparsi.

L'attività fisica potrà essere ripresa dopo un mese dall'intervento e comunque dopo il controllo postoperatorio del chirurgo.
L'attività lavorativa, se non si tratta di lavori muscolari, può essere ripresa già dopo 2 – 3 giorni.

Complicanze

L'impiego delle protesi testurizzate ha permesso di ridurre drasticamente l'insorgenza di contratture capsulari.

Ematomi e dolenzia possono talvolta accompagnare il decorso postoperatorio per alcune settimane specialmente se si sono inserite protesi di notevoli dimensioni nel piano sottomuscolare.